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Posso farlo da me: il counselling che aiuta ad aiutarsi

Scritto il 22 gennaio 2020 - 0 Commenti

Vi è mai capitato di offrirvi per aiutare una persona in difficoltà e che quella vi abbia risposto “no grazie, faccio da me?” Ci si può restare male, sentirsi un po’ offesi o frustrati per non essere stati compresi o per essere invece stati fraintesi, e questo naturalmente è normale. Ma pensate anche che ogni persona ha la sua dignità e magari potrebbe temere di comprometterla accettando che qualcuno faccia qualcosa al suo posto perché in quel momento o in quell’occasione lei non in grado di farla da sé. Allora magari sarebbe meglio aiutarla ad aiutarsi, fornendole quindi i mezzi per capire come superare le sue difficoltà e riuscire a fare ciò che deve o vuole fare con le proprie forze. Ecco, questo è il senso del Counselling. Parole d’ordine: consapevolezza e benessere.

Proprio come il coaching, anche il counselling è un processo che punta a potenziare la persona, ma mentre il coaching mira a ottimizzare dei comportamenti specifici, il counselling si focalizza sulla sua interezza con l’obiettivo, appunto, di aiutarla ad aiutarsi da sola, facendo in modo cioè che si conosca meglio, più profondamente, e che pertanto riconosca le proprie capacità e abilità e impari a potenziarle e a farne buon uso.

Per fare un esempio pratico: una vostra amica ha assolutamente bisogno di dimagrire per questioni di salute e di autostima. Non sarà felice se la invitate a cena e nel piatto troverà solo verdure lesse – senza avervele chieste e mentre agli altri commensali spettano deliziose lasagne – anche se le vostre intenzioni sono buone: vista la situazione critica e di fragilità in cui si trova, potrebbe anche dirvi in malo modo che a dimagrire ci pensa da sola andandosene in fretta, magari diretta in pizzeria. Oppure rimanere a tavola ma con la tristezza nel cuore. In cosa avete sbagliato? In nulla, ovviamente, la vostra è stata solo una dimostrazione di affetto e un evidente tentativo di aiutarla, ma in questo caso sarebbe stata forse meglio una chiacchierata finalizzata a sostenerla nel farcela da sola, con le sue proprie forze e con il suo impegno, magari andando a correre la mattina o eliminando qualcosa dalla sua dieta, facendo cioè qualcosa, ma lei stessa per se stessa.

Naturalmente tutto ciò accade con maggior facilità e maggior efficacia all’interno di un setting di counselling. In che modo? Attraverso un’interazione assolutamente empatica con la persona che il counsellor accompagna e guida, senza troppe interferenze, in un viaggio esplorativo alla scoperta di se stessa, quindi al riconoscimento delle proprie emozioni e dei propri pensieri, e anche delle dinamiche che istintivamente mette in atto con sé stessa e con gli altri, così da poter accedere alle proprie risorse, quelle più adatte alla situazione, per affrontarla e risolverla. Consideratela una strategia: più mi conosco, più capisco come è utile cambiare i miei comportamenti per raggiungere i miei obiettivi, e soprattutto che posso farlo da me: mi basta solo un piccolo incoraggiamento…

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